Edizione 2012 - DEMOCRAZIE AL BIVIO: parole smarrite, parole da (re)inventare.La crisi che ha investito gran parte del globo non è solo e soltanto di tipo economico ma comprende gli stessi sistemi di governo, incluse le democrazie occidentali.
Per quanto ci riguarda abbiamo forse vissuto la «democrazia» come un ‘dato’ e non come una conquista storica.
Incombe oggi la necessità di ridefinire alcuni fondamentali e di riconquistare alcune consapevolezze perdute.
Altrove emergono nuove e finora impreviste potenze economiche mondiali.
Ma non si può fingere di non vedere che il vento della storia è tornato a soffiare forte sul Mediterraneo. Ancora una volta, nonostante tutto, l’Europa ritorna ad avere un ruolo di tradizionale centralità rispetto alla geopolitica mondiale.
Altri fattori determinano però novità sugli scenari e ridisegnano le mappe: la crescita demografica ed economica, le innovazioni tecnologiche insieme alla diffusione dei new-media, portano con sé effetti sconvolgenti per il governo mondiale.
Riforme o rivolte? Il dubbio non riguarda solo l’Europa o il Mediterraneo.
Investe tutti, dagli Stati Uniti d’America ai BRIC, dal Nord al Sud Africa, dagli Emirati arabi fino alle tigri asiatiche. Niente sarà come prima.
Le incognite sono tante e i pericoli di instabilità per nulla trascurabili.
È l’Europa ad essere chiamata a ritornare a coprire un ruolo baricentrico e a ridare stabilità al mondo.
Se, solo, ritrovasse prima l’equilibrio al suo interno.
Esperienze di un festival
Cos'è un festival di approfondimento culturale? Si potrebbe rispondere: è una manifestazione dedicata a un preciso tema e che prevede una pluralità di eventi concentrati in uno spazio ben definito, condensati nell'arco temporale di pochi giorni. Bene, mettiamo da parte il manuale per un attimo e vediamo invece chi frequenta i festival. Solitamente la gran parte del pubblico, anche se non propriamente specializzata, è particolarmente attenta, mediamente acculturata: viaggia, legge giornali, libri, si tiene informata attraverso i Tg e i programmi di approfondimento.
E frequenta festival!
Ma allora cosa rende veramente speciale un festival? semplicemente è un'esperienza originale e irripetibile, unica nel suo genere, in cui chi vi partecipa può godere il privilegio di sentirsi parte responsabile attrice di una collettività attivamente impegnata per il solo senso del dovere civico.
Che poi altro non significa che avere piena coscienza di essere
cittadino, citoyèn, citizen, Bürger, civis, polìte.
Ditemi se questa è poca cosa.
Dunque, tornando a noi, il festival
Lectorinfabula è costruito sulla centralità della parola. Meglio, si potrebbe dire, sulla magia del racconto orale. Il discorso come mezzo per veicolare messaggi, idee e riflessioni.
E se le parole non fossero affidate solo al vento, che è anche una bella e poetica metafora, o all'attenzione della memoria del pubblico, sarebbe giusto che, di tutte le parole dette, potesse rimanere qualcosa di scritto.
Lectorinfabula,
parole in festival nasce così. Dalla necessità, mentre si racconta il presente, di disegnare il futuro.
Vorremmo anche coltivare la piccola ambizione di andare oltre: estendere la partecipazione e le idee che stanno alla base della progettazione del festival a tutti coloro che si sentono, o vogliono, essere partecipi. È la nostra scommessa, è la scommessa di tanti altre comunità sparse per l'Italia, per il mondo: rendere pubblica la cultura, raccontare la contemporaneità, interpretare i bisogni, le necessità, le urgenze della nostra società, scoprire i sintomi del malessere che ci attanaglia, suggerire rimedi e soluzioni, indicare strade possibili.
Così
Lectorinfabula vuol essere un luogo, uno spazio, mentale e fisico nello stesso tempo, dove poter approfondire temi, discutere questioni, incontrare altre idee, stimolare riflessioni, allargare la partecipazione. Conoscere il presente per guardare negli occhi il futuro.
Diario di viaggio, di resoconti e, soprattutto, di attese e di preparativi ad un nuovo racconto.
Buon festival a tutti!
Info: http://www.lectorinfabula.com/